"We are put on this planet only once, and to limit ourselves to the familiar is a crimine against our minds." [cit. Roger Ebert]


sabato 27 dicembre 2014

Santa Claus is coming to town!

Tempo di aggiornare. Per quanto amassi scrivere su questo blog una volta, ora inizio ad odiarlo perchè mi obbliga a scrivere e ultimamente mi viene difficile. Quindi non odiatemi, o se proprio volete, mettetevi in fila che ci sono un bel po' di persone.

Così le vacanze di Natale sono iniziate venerdiì scorso con un early release a mezzogiorno. Le lezioni sono durate 10 minuti ciascuna e l'ultimo period invece solo 5 miseri minuti. Quindi siamo andati tutti in auditorium e c'è stato il coro della scuola (di cui nessuno era a conoscenza della sua esistenza), un intermezzo di barzellette delle presentatrici (aka due ragazze thespian) che quelle di Pari sono nettamente migliori, il che è tutto dire... Dopo lo sbellicamento delle barzellette, il gruppo dei thespians (aka il gruppo di teatro di cui fa parte Mary Catherine) ha eseguito alcune performance e come sempre sono stati fantastici, si meritano davvero tutte le vittorie che hanno ottenuto (il programma teatrale della mia scuola è molto conosciuto in tutta la Florida)!! Quindi poi c'è stato il pranzo e tutti a casa.
Sabato e domenica non ho fatto essenzialmente nulla di ecclatante, se non i regali DIY per alcune amiche: sono andata da Dollar Tree con Amy dove abbiamo comprato alcuni vasetti di vetro (1$ ciascuno, che affare!), un paio di essenze, e poi Walmart dove ho comprato zucchero di canna e olio per fare lo scrub fatto in casa. È venuto benissimo: ho semplicemente seguito una preparazione che avevo visto su Pinterest e in pratica bisogna soltanto mischiare zucchero, olio e le varie essenze che ci piacciono (oppure niente essenze, come più vi piace) e vi posso assicurare che le mie mani dopo averlo lavorato erano davvero morbide come il culetto di un bambino! Ho poi finito i vasetti con un fiocco arancio oppure un fiocco fatto con lo spago.
Domenica ho skyppato con i miei genitori e ho completato un po' un packet che ci ha dato Skipper, il mio profe di Storia Americana che mi ama perchè è molto ferrato in storia europea e così spesso mi fa domande, per non parlare del fatto che ama che sia italiana ahaha.
Lunedì Stefani si è alzata con la brillante idea di fare i biscotti. Per carità le voglio bene, ma in cucina si avvicina a qualcosa di molto simile a una pallina da tennis per quanto si muove alla velocità della luce. Così mentre Amy era da sua mamma abbiamo preparato questi fatidici biscotti (e io genia prima mi sono fatta le unghie...). Partiamo dal presupposto che abbiamo iniziato alle 12 e ho finito di cuocerli solo alle 18.30. Siamo partite con i peanut butter cookies, con Stef che si buttava farina addosso sul grembiule solo per far finta di essere una gran cuoca e io che cercavo di far quadrare i conti, mentre lei schiacciava la farina nella cup anzichè farla diventare rasa (mioddio il mio italiano, peto venia) con l'interno del sacchetto. Strano ma vero ho (ri)scoperto che mi piace il burro d'arachidi, ma solo quello di Peter Pan, quello che compriamo di solito piace solo a Stef. L'impasto doveva riposare per tre ore, così nel frattempo Stefani mi ha obbligata ad aiutarla (aiutare non è la parola giusta, perchè alla fine li ho fatti io e lei mi ha solo dato una mano) a fare anche i chocolate chip cookies con una ricetta per 4 dozzine. L'impasto dei chocolate chip cookies era una bomba, davvero buonissimo e anche da cotti non erano niente male. Abbiamo così fatto una cosa come 120 biscotti, perché la ricetta per i chioccolate chip cookies era per 4 dozzine, mentre quella per i peanut buttare cookies era per 6 dozzine. Giuro che cucinarne così tanti è stato abbastanza estenuante e non ho praticamente riposato un minuto; ad un certo punto sono anche diventata un’automa nel fare palline, metterle sulla placca del forno, infornare e impostare il timer, mi sarei letteralmente sparata. Durante tutto questo ho però fatto anche Skype con mia sorella Francesca, per un paio d’ore buone. Mi fa venire voglia di andare all’università sentirla, ma se ripenso all’inferno della maturità mi passa la voglia di venir promossa in quarta superiore: seriamente ma perché non aboliscono l’esame di Maturità, cioè ditemi voi a cosa serve darvi un numero! Che se poi ci penso qua i senior sono i più scansafatiche di tutti, trovano sempre la scusa buona per perdere giorni di scuola e comunque a parte i fantomatici 24 crediti che ti servono per diplomarti e le ore di volontariato, qua la scuola è abbastanza easy. Direi easy easy easy; già partendo dal presupposto che si è automaticamente ammessi alla classe successiva si può dedurre la loro preparazione liceale. Comunque stavamo parlando di biscotti… Dopo i biscotti (cioè alle 18.30) mi sono finalmente seduta sul divano e mi sono addormentata ahah, mentre Stef (ancora pimpante, perché si era svegliata alle 10) giocava correndo da tutte le parti, inseguita dai cani. Inizio ad odiare il nuovo cucciolo di Labrador nero che Amy ha ricevuto per Natale, un giorno mentre ero a scuola mi mangiato tutto il cavo del caricabatterie del Mac, non potete immaginarvi il nervoso soprattutto quando sembrava non andare più. Tutto è bene quel che finisce bene. 
Martedì sinceramente non mi ricordo esattamente cosa ho fatto, a parte continuare il packet di Skipper.
Mercoledì era la Vigilia e insomma, le feste italiane non le batte nessuno. Immaginatevi tutto il cibo che le donne della vostra famiglia iniziano a preparare almeno con 4/5 giorni di anticipo, gli antipasti, i tortelli di zucca (amati tortelli di zucca!!!), e tutti i manicaretti che mangiate qualsiasi essi siano, ecco la Vigilia americana non regge assolutamente il confronto, ahimè. Prima di uscire a “cena” (cenare alle 16.00 del pomeriggio dovrebbe essere illegale), ho fatto FaceTime con Janet per gli ultimi accordi per il viaggio e per farle gli auguri; non vedo l’ora di vederla, l’ultima volta che è venuta in Italia era il 2006 e il mio inglese non era un granché (ma fare Skype con lei una volta al mese mi ha aiutato parecchio in questi anni) e così dopo quello che definirei un tour de force per prepararmi ho fatto Skype con i miei parenti riuniti a casa di mia zia per il cenone della Vigilia. Ho avuto l’onore di essere proiettata su un televisore di 173278482204 pollici, con grande stupore dei miei nonni che quasi non ci credevano. Mi hanno aggiornato sulle ultime novità della nostra famiglia, perché noi siamo peggio della famiglia de “Il mio grossa grasso matrimonio greco” e insomma sostanzialmente non è cambiato proprio nulla, considerando che mio nonno è sempre il solito vanitoso.  
Siamo usciti di casa alle 15.00 per andare a prendere la mamma di Amy a Panama City e poi siamo andati a mangiare al Giapponese, quello in cui ti cucinano davanti. È stato visivamente bello da vedere  e gustativamente nella media, in una media bassa, ma ok. In America è tradizione aprire un regalo alla Vigilia e poi tutti gli altri il giorno di Natale, così Amy e Steve hanno dato a tutti noi quello che per loro è il regalo tradizionale della Vigilia: ornamenti per l’albero di Natale. Qualche tempo fa Amy e Stef erano andate a New Orleans perché Stefani dove recitare in un film e così, mentre facevano un giro nel French Quater, hanno preso gli ornamenti di Natale di quest’anno che mi ricordano moltissimo le maschere veneziane. Sono bellissimi. Poi mi piace la loro idea di vedere l’albero di Natale come un albero di ricordi ed infatti ogni pallina o altro ornamento è un segno particolare di qualcosa che hanno fatto, di una ricorrenza, di un’età raggiunta, o più semplicemente di quell’anno specifico; va beh poi hanno anche un sacco di ornamenti dei Georgia Bulldogs, ma quelli sono dettagli hahah! Dopo la cena a cui c’era anche Bryan, il miglior amico di Steve e padrino di Stefani, siamo andati a messa (sottolineerei alle 18.30). Strano, ma vero (e chi mi conosce può testimoniare che il vecchio don della nostra pastorale giovanile mi chiamava eretica pagana) mi è mancata la messa di mezzanotte, quella a cui vai controvoglia dopo esser stata al cenone, quella a cui vai a piedi perché abiti a due passi dal duomo e ti maledici perché indossi un vestito con le calze 20 denari quando fuori fa un freddo polare, quella a cui devi arrivare con almeno mezz’ora di anticipo perché altrimenti ti tocca stare in piedi e i tuoi piedi ti uccidono sempre, quella a cui ti siedi con gli amici di sempre e chiacchieri sopportando le occhiatacce dei vicini di banco. Sì, mi è decisamente mancata, soprattutto vedendo quanto corta sia stata qui: credo che sia durata poco più di mezz’ora, deludente; l’unica cosa bella è stata quando si sono spente le luci e abbiamo acceso le candele, ma poi basta. Non vedere le persone fare la comunione, anche se io in primis non la faccio per un mio principio, mi ha fatto sentire la desolazione di quella che dovrebbe essere una cosa bellissima, se la vivi come la vive il mio amico Belle. Non ha senso dire Happy birthday Jesus (che poi vagliela a spiegare che è solo una data fittizia relativa al sole invitto, usata dai primi cristiani per non venir perseguitati durante un momento di festa religiosa), se poi il giorno in cui dovresti commemorarlo non fai nulla di speciale. Neanche la band che di solito canta in chiesta c’è stata, nulla, niente, altro che coro di San Sebastiano con la mia profe di inglese che canta in assolo le strofe principali!
Dopo la messa abbiamo salutato alcuni nostri amici di famiglia e siamo tornati da Bryan dove ci siamo scambiati i regali: ho ricevuto un gif card da 30$  e mi sono sentita terribilmente in colpa quando io gli ho semplicemente fatto dei biscotti :(((
Una volta tornati a casa sono stata un po’ a polleggiare sul divano e, dopo aver preparato il reindeer food e il latte con biscotti per Babbo Natale sono andata a letto, stanca morta. 
A Natale mi sono svegliata prestissimo (tipo alle 6.30) perché bisognava aprire i regali e Stefani non stava più nella pelle. Così , non appena è arrivata Donna la mamma di Amy, li abbiamo aperti con Steve che fungeva da Babbo Natale consegnandoceli. Ho ricevuto un sacco di cose: un pigiama con gli shorts che hanno i coni di gelato (giusto perché la mia mai fa il gelato), un completo di yoga pants e canottiera, trucchi, una tazza con un albero di Natale, una travel mug di metallo di Starbuck’s, calzini con le dita, una maglietta del french quarter di New Orleans con dei pantaloni capri quasi verdi flou di maglia sempre con la scritta New Orleans, due paia di orecchini, un mini calendario settimanale di Mickey Mouse, delle caramelle, e poi la stocking con dentro dei wafer al cioccolato, un pennello per il fondotinta liquido, delle skittles (perchè Amy sapeva che non le avevo mai mangiate), una gif card da 15$ su iTunes, dei fazzoletti particolari, un mini panettone, un burro cacao al profumo di candy canes davvero yummy! A loro avevo preso i regali un bel po’ di tempo fa: ad Amy avevo preso un ciondolo di cristallo di Swarovski, alla mamma di Amy ho regalato 2 vasetti di scrub (profumazioni diverse), a Stefani ho comprato una felpa da Justice che è una figata è tutta zebrata con il cappuccio che ha la criniera rosa fluo, gli occhi e i muso, a Steve del caffè italiano della Lavazza e poi come regalo collettivo gli ho fatto un pacco di cibo (che però secondo me a parte i chinare cioccolato non mi sono sembrati apprezzare molto… ). Dopo aver aperto i regali ho fatto velocemente skype con la famiglia di mia mamma e la mia famiglia, riunita tutta a casa di mia zia per il pranzo. È stato divertente vedere mia cugina Giorgia tutta sconvolta perché mi vedeva attraverso uno schermo e non in carne ed ossa, ahaha. Dopo questo Skype veloce abbiamo fatto colazione con cinnamom rolls o pumpking spice rolls e poi di nuovo polleggio generale, mentre io mi preparavo un po’ la valigia per l’indomani (ragazzi pesava 45 pounds, sono proprio al pelo!), Amy dopo un po’ si è messa ai fornelli e per l’una circa abbiamo iniziato a mangiare: c’erano Macaroni ’n cheese, roasted ham, patate au gratin, fagiolini verdi, mais dolce, patate dolci in una bagna di acqua, zucchero di canna, noce moscata e cannella (troppo dolci), dinings rolls con burro, fagioli al forno con bacon. Per dolce una semplice torta con frosting al burro. Non è stato certamente il tipico Natale italiano, ma mi è piaciuto e mi sono sentita a casa e non ho sentito troppo la mancanza della mia famiglia naturale.
Stamattina mi sono alzata ho fatto gli ultimi preparativi per la valigia e mi sono preparata per partire alle 15 perché dovevamo fare un paio di giri prima di andare all’aeroporto. Arrivata all’aeroporto, imbarcato la valigia, salutato la mia hfamily, superati i controlli (e non so perché io non capisco mai niente di quello che mi dicono al metal detector, MAI) e poi mi sono avviata al gate. Volo per Atlanta tranquillo, quasi pure in anticipo ed io, inizialmente preoccupata perché ‘aeroporto di Atlanta è lungo 17 km e io dovevo prendere una coincidenza in meno di un’ora, ho tirato un sospiro di sollievo quando ho scoperto che l’altro aereo era nello stesso terminal a soli 10 gates di distanza, mamma mia che fortuna! Cenato con uno smoothie e poi mi sono quasi subito imbarcata per Phoenix dove sono attualmente Up in the Air con il naso incollato al finestrino perché amo viaggiare in aereo di notte, lo trovo mille volte più rilassante, non so perché. 
Mi sento felice e allo stesso tempo anche un po’ malinconica perché per quanto voglia tornare indietro questa esperienza è quasi al capolinea e non posso riavvolgere il nastro per cambiare molte cose, Dio solo sa quante!


Un pesos,
Ale

“Certe cose dovrebbero restare come sono. Dovreste poterle mettere in una di quelle grandi bacheche di vetro e lasciarcele. So che è impossibile ma è un gran peccato lo stesso.”
[cit. J.D. Salinger]

martedì 16 dicembre 2014

It's all about Waiting

Martedì sera e aspetto che Steve torni dalla farmacia per mangiare le "italian meatballs" cucinate da Amy. Sono stanca e ho freddo, non pensavo che sarebbe mai potuto succedere in Florida, ma fa freddo anche qui. E la Florida alla fine non è così eccitante. La cosa più bella di oggi ad esempio è aver scoperto ieri sera che oggi non mi sarei dovuta svegliare alle 5.30 per andare alla Bible Study alle 6.30 della mattina. Sì, avete capito bene: della MATTINA!

Sono stanca, mi sto stancando a non fare più nulla, le cose eccitanti che ho fatto si contano sulle dita di una mano. È sabato mattina e sono già sveglia, dovrebbe essere illegale come cosa. Oggi è Santa Lucia e niente, non c'è neanche un Kinder Cereali o i cioccolati fodenti della Lindt con cui festeggiare e di conseguenza l'occhio lucido si fa vedere.  Niente sorriso dai miei genitori quando mi vedono scartare i regali, che ora si sono fatti più piccoli, ma che sono ancora così tanto apprezzati. Devo ammettere che vedere la bacheca di Facebook intasata dalle foto di dolciumi mi ha reso invidiosa non poco: io amo Santa Lucia, anche più dei regali che si ricevono a Natale, perchè mi ricordo ancora quando da bambina aspettavo con impazienza il campanellino la sera e le immancabili caramelle che Santa Lucia lasciava per strada, il prepararle il vassoio con il cibo da dare all'asinello e soprattutto fremevo all'idea di poter stare a casa il 13 Dicembre e poter giocare con i regali ricevuti. Ogni anno Santa Lucia arrivava in un luogo della casa diverso, una volta la cucina, una volta il salotto, una volta la sala da pranzo, un' altra volta la stanza degli armadi. Sono queste le cose che ti mancano dell'Italia, le piccole cose semplici, quelle a cui non dai importanza, ma che ogni volta ti fanno sorridere.
La mia Santa Lucia è stata fare Skype con i miei genitori e mia sorella e sì anche senza kinder cereali o kinder bueno è stata comunque una bella Santa Lucia, una di quelle che ti fano sentire amata a prescindere.
Mancano 48 giorni 3 ore 33 minuti e 30 secondi a quando di nuovo, dopo sei mesi di lontananza, toccherò il suolo italiano, quello stesso suolo che mi ha visto partire con la voglia di mollare tutto e tutti e di eclissarmi per quanto più tempo possibile. E di nuovo me ne vado perchè anche qui la Florida mi sta stretta, e sono di nuovo alla ricerca di qualcosa che faccia per me. Non la vedo come una sconfitta, ma anzi, come una grande opportunità: a 17 anni non si può pretendere di aver trovato il proprio posto nel mondo e questo mi da la grandissima possibilità di poter continuare a viaggiare fino a quando, un giorno non tanto lontano, riuscirò a trovare la finestra da cui osservare il mondo e magari chissà sarà l'Italia, tanto odiata eppure in qualche modo ora apprezzata.
Devo essere sincera: sto aspettando di tornare, sto aspettando la data di ritorno e e questa mia attesami fa superare la tristezza di lasciare alcune persone. Non so cosa aspettarmi dal ritorno, perchè, a differenza di quanto dicevano gli altri exchange degli anni passati, io non mi sento cambiata, ma percepisco che le mie amiche sono andate avanti senza di me, certe volte lasciandomi pure l'amaro in bocca.

Per quanto riguarda la parte meno analitica e filosofica della mia vita aspetto con ansia di andare a Phoenix. Ho proprio voglia di vedere Michael e Elaine, Janet e Denis e pazienza se il mio ultimo dell'anno non sarà una festa, ma un semplice cena con gente adulta. Ho passato gli ultimi due capodanni stando male, posso sopravvivere a una cena... Ho il volo prenotato per il 26 Dicembre e ho un cambio da fare ad Atlanta in 55 minuti, spero di sopravvivere e soprattutto di riuscire a prendere la coincidenza perchè non voglio assolutamente passare la notte in aeroporto. Atterro a Phoenix che sono le 23.00 e per i primi 5 giorni vado da Janet e Denis perchè Michael e Elaine sono in Palestina con i loro figli e nipoti. Ah a proposito: a Phoenix c'è ZARA, posso morire felice! Janet mi ha già anticipato che mi porterà a fare TANTO shopping e così la mia nonnina appena lo ha saputo mi ha regalato una super mancia! Mi hanno anche detto che voglio portarmi a Sedona, una bellissima città in cui mi avevano portato 10 anni fa e probabilmente andiamo anche a Prescott dove hanno la loro casa in montagna. A volte mi pento proprio di non aver chiesto loro di ospitarmi per il semestre, sarebbe stato come essere a casa, in più in una metropoli e con persone che mi considerano come una loro nipote. Va beh non si piange sul latte versato, giusto?
Non vedo l'ora che arrivino le vacanze, perchè a scuola mi annoio seriamente a morte, a parte per le mie due classi di storia: siano lodati Mr. Skipper e Ms. Scott!
Ho già trovato tutti i regali e quelli per Steve e Stefani dovrebbero arrivarmi in questi giorni. Ho poi ordinato un pacco di cibo italiano (non vedo l'ora di mangiarmi gli abbracci e le macine) come regalo complessivo per tutti, mentre sto ancora cercando qualcosa per Stacy. Penso le prenderò una collana carina che ho visto su Nordstrom.
Questa settimana poi ho finalmente fatto il PERT test per cui mi sono qualificata come candidata per essere ammessa a Calculus nel prossimo semestre, peccato che il prossimo semestre non ci sono! Gli americani e la scuola... INCAPACI!


Un besos,
Ale


Un progetto che promette soltanto delizie non è possibile che riesca."
[cit. Jane Austen]


P.S. sì è un post un po' così, ma giuro ultimamente non sono proprio ispirata! :(

sabato 6 dicembre 2014

Thanksgiving, What are you grateful for?

Strano, ma vero è solo Mercoledì e sono ancora qua a scrivere... Non illudetevi che questo post potrebbe venir pubblicato solo dopo il prossimo dopoguerra dato gli ultimi tempi di attesa biblici che intercorrono tra un post e l'altro...
Sono solo 3 giorni che sono in vacanza e mi sto già annoiando a morte e vorrei spararmi. La cosa positiva è che ho un sacco di tempo per stilare la lista delle cose che mi voglio comprare durante il Black Friday o il Cyber Monday. E oltre a questo come avevo già scritto mi sto documentando il più possibile per quanto riguarda l'università in Gran Bretagna.

Strano a dirsi, ma è passata una settimana da quando ho "cominciato" questo post... Sono sempre la solita... Mancano circa 60 giorni alla partenza. Che effetto strano, non so neanche cosa aspettarmi, mi sembra di essere in un universo parallelo e quando tornerò sarà tutto normale, come è sempre stato, ma non è vero.

Comunque settimana scorsa è stata Thanksgiving week e di conseguenza abbiamo avuto una settimana di vacanza. Thanksgiving è sempre l'ultimo giovedì di Novembre ed è in ricordo di ciò che gli Indiani hanno fatto per aiutare i Padri Pellegrini ad affrontare il primo inverno dopo essere sbarcati con il Mayflower. Aprirei una piccola parentesi: perchè cavolo celebrano il Ringraziamento da tempo immemore quando hanno iniziato a sterminare gli Indiani dopo la guerra di Secessione, e soprattutto non sapendo con che nave sono arrivati i loro Padri Fondatori...
Il lunedì siamo andati a prendere il regalo di Natale di Amy: un cucciolo nero di Labrador di appena 7 settimane! Povero animale il giorno dopo e quello dopo ancora sembrava tra la vita e la morte ma ora è tutto ok. Si chiama Harley e ama i lacci delle scarpe!


Per il giorno del Ringraziamento abbiamo mangiato un'enormità di cibo. Non ho fatto foto perchè non ne ho avuto il tempo, ma era davvero davvero tanto cibo; c'è da dire che eravamo anche in quindici però...
Si capisce che sono felice per PHoenix?!?
La mattina ho fatto Skype con i miei genitori per trovare i biglietti per andare a Phoenix dalla famiglia di cui sono stati ospiti nel 1994. Ragazzi quanto mi manca Ryanair che con 300 euro ti fai andata e ritorno, qui il minimo per dei biglietti è il doppio. Siamo comunque riusciti a trovare qualcosa di passabile e quindi parto il 26 Dicembre e torno il 6 Gennaio. Non vedo l'ora!

Tornando al Ringraziamento... La mia hmom fondamentalmente ha preparato tutto la mattina del giorno del Ringraziamento e le persone sarebbero arrivate alle 14.30/15. Mia madre sarebbe impazzita, lei i pranzi con ventordici parenti li inizia ad organizzare come MINIMO 3 giorni prima, ma è anche vero che date le sue doti culinarie di solito si va a impelagare in preparazioni assurde e complicatissime. Comunque Amy ha preparato rutabaga (che il traduttore dice essere una rapa svedese), butternut (intraducibile, ma non molto appetitoso), squash con chili di margarina (!!!) e l'immancabile tacchino. Avevamo due tacchini piccoli (calcolate che di solito un tacchino può arrivare a pesare anche 15 chili, non chiedetemi come sia possibile per un pennuto, perchè non ne ho la più pallida idea...) e uno l'abbiamo fritto, mentre l'altro lo abbiamo fatto arrosto nel forno. Verso le 12 è arrivata la mamma di Amy e abbiamo iniziato a preparare le pecan and chocolate pies, mentre lei ha preparato il ripieno per il tacchino e ha fatto la gravy sauce per il tacchino... Non l'ho neanche assaggiata perchè la vista non era appetitosa secondo me, ma dettagli.
Gli amici che sono venuti da noi hanno portato smash potatoes, sweetpotatoes soufflè, cauliflower soufflè, green beans casseroles, pumpkin pies and key lime pie e molto altro cibo. Per intenderci siamo andati avanti ad avanzi fino a lunedì scorso... Prima di mangiare ci siamo riuniti tutti e abbiamo detto per cosa siamo grati: mio dio che ansia! Dopo il ringraziamento vero e proprio, abbiamo detto una preghiera veloce e ci siamo fiondati sul cibo. La "cena" era alle 15.00 e poi siamo rimasti ad oziare per tutto il pomeriggio. Gli ospiti se ne sono andati verso le 20.00, con grande sollievo della mia hmom che aveva un gran malditesta e non ne poteva più di sentire schiamazzi ahaha. Ora arriva il bello: la matriarca di una delle famiglie che hanno passato il Ringraziamento con noi dice alla figlia di andare a prendere i tupperware in macchina, poi appena glieli porta non solo inizia a raccogliere tutte le cose che aveva preparato senza neanche chiedere se ne volessimo un po', ma inizia a riempire anche i contenitori che le ha portato la figlia con il restante cibo preparato dalla mia hmom, vorrei sottolineare: SENZA CHIEDERE. Ora ma io dico e l'educazione? Passi che ruttano come se non ci fosse un domani, passi che che tirano su con il naso perennemente anzichè usare un dannato fazzoletto, ma cazzarola ma questa si è fusa il cervello?!?!? Così di punto in bianco inizi a servirti di cibo che non hai nemmeno preparato e di cui non hai neanche pagato la spesa, dopo esserti per di più auto-invitata al nostro Ringraziamento; che bel ringraziamento per l'ospitalità ricevuta...


Dopo che la mamma di Amy è tornata a casa, mi sono infilata il pigiama e sono andata a letto perchè il giorno dopo era Black Friday e io e Amy saremmo andate a Pier Park alle 6.00.
Così puntata la sveglia alle 5.30, mi sono sveglia, mi sono buttata un po' di trucco addosso e poi siamo uscite di casa, facendo tappa da Starbuck's (only one love). La meta principale era Victoria's Secret e ho effettivamente comprato un paio di cose, che ovviamente però non erano in saldo... Siamo poi andate da Justice per Stef e ho trovato il suo regalo di Natale, ma essendone sprovvisti e essendoci un prezzo migliore l'ho preso su internet. Abbiamo gironzolato ancora un po' e poi di nuovo tappa da Starbuck's per un trenta cool lime e poi Amy mi ha portato da Jill perchè avremmo continuato lo shopping a Destin con Alex, la nipote della sua local coordinator.
Mioddio che sfacchinata! Partendo dal presupposto che dopo aver trovato il regalo per Amy mi sono detta basta spendere, perchè ho praticamente obbligato i miei genitori a donare un rene per i biglietti aerei, e ho solo gironzolato in giro mentre Jill si dava allo shopping pazzo e io e Alex nel frattempo ci lamentavamo dei prezzi esosi delle cose di media qualità. Abbiamo letteralmente fatto passare tutti i negozi del Outlet di Destin e non contente siamo andate anche ai Commons. Mio dio i miei piedi! Indossavo delle converse ma mi stavano uccidendo! Ai Commons c'è Abercrombie ed entrare mi ha fatto pensare a Milano, sapete per via del profumo che spruzzano da tutte le parti... Sono sempre i dettagli e le piccole cose che ti riportano alla mente un'infinità di cose che pensavi fossero molte e sepolte. Quindi ci siamo fermate dalla nonna di ALex per un mezz'ora e poi abbiamo fatto rotta verso Panama City Beach. Non contenta, Amy mi ha chiamato e mi ha chiesto se volevo andare al Cinema a vedere Mockingjay e ho detto di sì anche se ero stanca morta. Sarà che praticamente stavo vegetando e basta, ma il film non l'ho proprio capito e manco mi ricordavo il secondo sinceramente... Mi sa che devo rivederlo per farmi un'idea più precisa... Fatto sta che alla fine della fiera sono tornata a casa alle 22.30, dopo esser stata in giro per più di 18 ore... Inutile dire che poco dopo esser tornata sono collassata nel letto, distrutta.
Il sabato mattina mi sono svegliata presto, perchè Harley non la smetteva di piangere e così sono andata a correre. Dopo pranzo, ancora stanca per via del Black Friday, ho dormito per 3 ore buone prima di svegliarmi ancora più stanca di prima... Ho visto un messaggio di Stacy che mi chiedeva se volessi andare a dormire da lei per conoscere sua sorella che era lì. Così Tami, sua mamma, mi è venuta a prendere a casa, perchè Amy e Steve non potevano. Appena arrivata Stacy mi ha stritolato in un abbraccio, mentre io le ho pestato un piede ahah (il problema è che lei è più bassa di me e quindi deve sempre alzarsi sulle punte...), mi sono presentata a Lindsay e quando Mr Billy (se capitate nel Sud chiamate sempre gli adulti con cui non avete molta confidenza con Mr e Mrs, li farà felici) è entrato in cucina e mi ha vista, mi ha guardato male e mi ha chiesto perchè non ero ancora andata a salutarlo. Mi ha così dato un forte abbraccio e mi ha chiesto come stessi. Billy mi piace proprio, è il tipico uomaccione che non vuole far vedere i suoi sentimenti, ma è buono come il pane (ed è proprio vero quando dice che mi mancherà!). Abbiamo quindi cenato a casa loro con steak e leftover del Thanksgiving. Piccolo appunto: se vi chiedono se preferite la rib eye o il filetto, non dite mai che per voi fa lo stesso per sembrare educati, perchè per loro non è MAI lo stesso quando si arriva a parlare di carne! A cena c'erano anche Mrs Betty, la loro vicina di casa e un'altra ragazza che ha il suo cavallo nel paddock di Stacy ed è un'amica di famiglia. Abbiamo guardato la partita di football della Baylor University, dove va Lindsay (tra l'altro mi è stato detto che è un'università paragonabile a quelle dell'Ivy League) e poi io e Stacy siamo andate al secondo piano nel suo salottino a vedere Maleficent. Dopo il film siamo andate a dormire: ho dormito malissimo... Stacy, ti voglio un mondo di bene, ma ogni volta che dormiamo insieme mi ritrovo sempre sul bordo del letto ahaha!
La mattina dopo colazione siamo andati tutti a messa. Stacy e Billy sono partiti prima perchè fanno parte dell'orchestra della loro Chiesa, Stacy suona la tastiera e Billy è nel coro. Io e Tami prima di raggiungere la chiesa, siamo andate a controllare i cavalli dei loro vicini di casa, in New Mexico per il ringraziamento, mentre ai loro ci aveva già pensato una ragazza con cui condivido la loro scuderia. Arrivate in chiesa (la loro chiesa è gigante e pensate che ha gli scivoli che dal primo piano portano al piano terra) ho aiutato Tami ad organizzare la lezione che tiene settimanalmente con i bambini della parrocchia, fino a quando Stacy non mi è venuta a salvare, come ha detto lei. Siamo andate nell'ala riservata ai giovani e abbiamo avuto una Bible study, dove abbiamo incontrato Deanna, e dopodichè tutte insieme siamo andate a messa. Dopo la messa abbiamo optato per andare a mangiare Cinese tutti insieme.
Tornati a casa, Stacy si è cambiata e quindi io e lei siamo riuscite di nuovo per un pomeriggio di relax. Siamo andate a farci le unghie e poi, dato che era una bellissima giornata di sole (una delle poche cose che mi fa amare alla follia la Florida), abbiamo fatto un po di sightseeing di Downtown Panama City e di St. Andrews: il sole che riverbera sul mare verso le 16.00 quando sta per sorgere è uno spettacolo bellissimo da vedere. Essendo stanche volevamo andare da Starbuck's, ma poi ci è venuto in mente Chez Amavida, che un bar locale sullo stile del mio buon vecchio caro Mutty, e per la prima volta da quando sono qui ho bevuto un cappuccino che poteva definirsi tale! Qui abbiamo chiacchierato un sacco e abbiamo progettato un sacco di cose da fare per quando Stacy viene a trovarmi, probabilmente quest'estate. Stacy mi mancherà, mi mancherà davvero una volta tornata in Italia, perchè la sento davvero vicina, senza bisogno di parlare e dopo ogni volta che usciamo, la giornata migliora. Come quando continua a ribadirmi che mi ruberà alla mia famiglia e mi obbligherà ad andare al Florida Southern con lei ed essere la sua coinquilina, o come per il Ringraziamento ringrazia per avermi conosciuta. Non la vedo così spesso come vorrei, eppure messagiamo tutte le settimane e non mi sento come se dovessi ancorarmi ad un safe topic di conversazione e anche stare in silenzio non mi mette in imbarazzo come invece mi succede con Mary Catherine.
Ecco come mi ritrovo a quasi quattro mesi da quando sono partita: proprio quando le cose si fanno interessanti, io devo partire. Ma me lo avevano già detto e se ve lo steste chiedendo, sì il gioca vale comunque la candela.

Un besos,
Ale

"Cos'è che vuoi?
 Realtà ."
[cit. W. Somerset Maugham]

lunedì 24 novembre 2014

It's me, the Equlibrist

Okay, sono due settimane che non scrivo... Vi chiedo venia, ma ultimamente non sono ispirata e ora sono tendenzialmente proiettata a scoprire il più possibile su alcune università in Gran Bretagna che potrebbero interessarmi...

Sarà che ora ho tutto il tempo del mondo per scrivere, ma io mi ammazzo dalla noia... Dio solo sa quanto sia felice di essere in una nuova famiglia, anzichè con Tom e Melissa, a quest'ora sarei già morta dalla noia, in casa da sola, con gente che arriva a casa dopo le 17/18 e che comunque non ti fa neanche un sorriso.
Ieri (aka settimana scorsa due settimane fa) è (possibilmente) stata la giornata più da "c'ho le palle girate" da quando sono qui; voglio far notare, soprattutto alle mie care amiche, che da quando sono qui non sono quasi mai stata acida. It's a miracle, folks! Non è stato niente di che, ci è voluto proprio poco per farmi scattare e anche se sto scrivendo a distanza di una settimana mi ricordo di cosa si tratta e si è risolto tutto soltanto un paio di giorni fa... A volte migliaia di chilometri di distanza non aiutano assolutamente e anzi peggiorano solo le cose. Per i futuri exchange: preparatevi all'altalena di sentimenti contrastanti che proverete di continuo; non sono mai stata una persona emotiva in pubblico eppure da quando sono qui mi è già capitato più volte di avere le lacrime agli occhi mentre ero a scuola.  Così  martedì scorso da bella giornata perchè era vacanza sono passata ad un buco nero. ODIO quando sono così emotiva, ma ovviamente, proprio come le donne incinta, non posso controllare le mie emozioni.
Le settimane trascorrono tranquille, i giorni passano veloci e sono approdata nella fase ""odio l'America e gli Americani" perchè sì ci sono certe cose che proprio non riesco a sopportare e altre invece di cui ora non potrei fare a meno. Sono entrata completamente nella routine scolastica e ormai a scuola mi annoio pesantemente: chi non fa quest'esperienza non può capire quanto siamo fortunati ad essere cresciuti in Italia. Il nostro livello di istruzione, la nostra cultura, il nostro rispetto (seppur controverso in diversi ambiti), la nostra educazione sono tutte cose che cui mancano e fanno sentire la loro mancanza.
Odiavo l'Italia e tutto quello che avesse una parvenza di italianità, ora invece ho capito che l'Italia è il mio angolo di mondo (per il momento). Ci sono tante ma proprio tante piccole cose che mi fanno odiare l'America: i cibi grassi e non nutrienti che ti lasciano con la fame (provare per credere), la superficialità di alcune persone, il fatto che qui i rapporti interpersonali non hanno importanza, uscire con la gente e vedere che quello che preferiscono fare anche quando sono in compagnia è stare attaccati al telefono.
Sono felice di essermene andata dall'Italia, da sola senza nessuno che fosse lì a stringermi la mano nei momenti brutti. Ho allentato la presa, ho iniziato a prendermi molto meno sul serio, ho imparato a lanciarmi, a PARLARE (e non in senso lato, da quel punto di vista parlo anche troppo ahaha), ho imparato ad essere una versione completamente diversa di me stessa e forse anche più cazzuta di prima, se mi lasciate passare il francesismo.
Ho lasciato l'Italia per partire e andare alla ricerca di qualcosa, un qualcosa che forse ho trovato, forse no, ma c'è ancora tempo. Sono perfettamente consapevole che la gente preferirebbe sapere che cosa faccio durante le mie giornate, ma sono sempre stata una persona introspettiva e analitica e alla fine della giornata mi piace ricordare ciò che ho provato, piuttosto che sapere cosa ho fatto con chi e a che ora l'ho fatto, per quello ho un'app sul telefono...
 Così vi dico che quello che provo è qualcosa che non ho mai provato prima, un po' sono stanca di essere qua e per me è sempre stato così (forse il fatto che sono un'ariete incide su questo mio aspetto) fin da piccola: sono sempre focalizzata al massimo su qualcosa fino a quando non inizia a diventare un'abitudine e quindi sento il bisogno fisico di sconvolgere di nuovo la mia routine. Come ho detto a qualcuno la prima settimana che ero qui sono apatica, ma con i coglioni: come sono sempre stata insomma, Alessia la dura. Allo stesso tempo anche se non mi sento cambiata, mi chiedo se io non sia diversa ora, una nuova versione di me. La cosa di essere cambiata mi spaventa perchè io amavo la mia vecchia me, quella del sorrisetto acido e sprezzante, quella sono io, la ragazza aspra. Ho paura di essere cambiata e di non riuscire più a fare quello che facevo prima, di non "piacere" (diciamo la verità che io non piaccio, o mi odi o mi odi ahah) più e di non essere più abbastanza. Cosa succede se io cambio e tutto rimane uguale intorno a me? Come faccio a "fit the situation" (ODIO scrivere in inglese sul blog, ma non mi vengono più le parole ahimè) di nuovo? Nuova me, ma vecchie abitudini. Sarà di nuovo un salto nel vuoto, forse peggio di quello che ho già fatto, perchè significa tornare in una situazione abbandonata perchè non mi piaceva più. Sono spaventata.
Mi sento tra due fuochi e l'unica cosa che mi sento in vena di fare è progettare qualcos'altro per fuggire, esplorare di nuovo di sconosciuto e vedere cos'è più adatto a me. Sapete, mi sono sempre fatta domande esistenziali fin da quando andavo all'asilo: mi ricordo che a 4 anni ho chiesto a mia mamma perchè io fossi nata, chi l'avesse voluto e perchè mi trovassi lì; è lo stesso male di vivere che mi spinge a cercare sempre nuovi obbiettivi e orizzonti, mi sento "sbagliata" dove vivo. È tutta colpa di mio nonno Arturo: da ingegnere idraulico ha viaggiato per il mondo, ha incontrato Pinochet e ha cenato con Rita Levi Montalcini solo per farvi alcuni esempi, quando ero piccola sapevo che quello che avrei dovuto battere in famiglia era lui, e così sono diventata dannatamente competitiva (e a volte sto male per questa cosa), e ancora oggi so che voglio fare quello che ha fatto lui. Voglio viaggiare, incontrare nuove culture, nuove persone, crescere e imparare, ma soprattutto voglio avere successo. Badate bene non il successo che tutti intendono. Quello è il tipo di successo che volevo due anni fa (che in parte ancora voglio, ma come tutti del resto), ora voglio realizzarmi, voglio poter guardarmi allo specchio un giorno e vedere un sorriso dannatamente beota stampato sul mio viso, quel sorriso che ti fa dire "è proprio qui che dovrei essere in questo momento, è questo ciò che sono destinata a fare e che mi rende così felice".  Sì perchè io nel Destino ci credo. Da questo punto di vista appartengo al mondo classico greco, quello in cui le persone pensavano che Zeus e gli altri dèi dell'Olimpo avessero qualcosa in serbo per loro. Ma allo stesso tempo come i Romani sono fermamente convinta che bisogna lottare per ottenere ciò che si vuole. Non sarei qui se non avessi lottato, se non avessi stressato così tanto mia mamma fino a quando non si è definitivamente arresa. È questo che mi piace di me e che ho paura di aver perso: essere a cavallo di due mondi e due personalità diversa, come un'equilibrista sospesa su una fune a decine di metri da terra. E se ve lo steste domandando sì sono strana, molto strana. Ma vi dirò di più: io mi piaccio così, perchè posso essere camaleontica quanto voglio, sebbene non mi piaccia cambiare punto di vista. E sì sono maledettamente contraddittoria, ma credo che l'aveste capito dal momento in cui avete letto per la prima volta il mio blog, giusto?

Un besos,
Ale


"Forse che mi contraddico? 
Benissimo, allora vuol dire che mi contraddico, (Sono vasto, contengo moltitudini.) [...]"
[cit. Walt Whitman]


P.S. sono perfettamente consapevole che si tratta di un post senza senso, ma a volte ho semplicemente bisogno di scrivere ciò che mi passa per la testa...
Abbiamo ormai superato le 10'000 visualizzazioni, grazie grazie mille a tutti quelli che mi seguono o che semplicemente ogni tanto finiscono qui, non sapete quanta soddisfazione mi date! ;) 

giovedì 6 novembre 2014

White Clouds in my heart

Sono appena tornata da scuola e mi sono ritrovata davanti a questa pagina bianca. Come sempre Nuvole Bianche in sottofondo. Credo che ormai sia quasi diventata la colonna sonora di questo blog e la mia coperta di Linus quando sento che il mondo mi sta crollando addosso. Leggete questo post con le note di Einaudi e capirete perchè ho scritto ciò che sto scrivendo.
Mi restano ormai  poco più di tre mesi. Alla fine è stata una mia scelta non allungare e rimanere fino a Giugno: avevo troppa paura delle conseguenze e a dirla tutta qui non sono sempre rose e fiori!
È già passato molto tempo ed io mi sento ancora come fosse il primo giorno di scuola: fuori posto, nervosa e in qualche modo distante.
Prima di partire sognavo la mia nuova avventura in tutti i minimi dettagli, come quando, piccini piccini, si sogna il lavoro che faremo da grandi. Mi ricordo che la voglia di partire mi attanagliava le viscere, non riuscivo a stare concentrata e studiare era diventato impossibile: pregavo che la famiglia mi arrivasse il più tardi possibile perchè altrimenti avrei finito per non studiare più ed essere rimandata a Settembre.  Poi è arrivata l'estate più strana della mia vita, molte persone sono uscite di scena ed alcune sono entrate; in certo qual modo mi sentivo a posto, completa e felice: ero riuscita a scrollarmi di dosso ciò che prima non accettavo di me stessa. È stata un'estate sensazionale, un'estate che ho assaporato come non mai e che mi ha fatto fare pace con me stessa e con il mondo. Ho pianto, ho riso, ho approfondito alcune persone, mi sono messa in gioco e l'ho vissuta fino alla fine. Forse la certezza che dovessi partire, impacchettare le mie cose, prendere un aereo diretto all'altro capo del mondo e dire "addio" a chi lasciavo dietro di me, mi ha fatto assaporare ogni istante, a tal punto che alla fine non sarei più voluta partire. O meglio avrei voluto partire, ma non avrei voluto lasciare a metà molte cose. E questa situazione mi si è ritorta contro.
Alla fine sono partita e mi sono messa a nudo: tutta la mia timidezza, le mie paure, le mie insicurezze e i miei problemi; mi sono messa in gioco perchè IO  sono Grande, capite?
Sono quasi tre mesi che sono qua eppure mi sento ancora come al punto di partenza. Non potete capire quanto mi senta sfigata quando parlo con gli altri exchange italiani e li sento raccontare dei moltissimi amici che si sono fatti. Io non credo di averceli tutti questi amici, anzi ne sono sicura. Si sono cresciuta e sono diventata una persona diversa, sempre la stessa ma con qualche crepa in meno forse. No non sono così popolare e non mi sono mai sentita parte integrante di un gruppo. Badate bene che non mi sto lamentando della mia situazione, sono sempre stata un lupo solitario, solo non pensavo che la mia timidezza avrebbe rappresentato un ostacolo così impegnativo da superare. Li invidio, li invidio sì quei ragazzi che riescono a sedersi a un tavolo di perfetti sconosciuti, presentarsi e attaccar bottone con nulla: se va bene io mi soffoco con la saliva.
Mi sono sempre considerata senza radici, e in parte lo sono, ma ora so cosa significa casa. Casa non è qui, anche se avrei voluto con tutta me stessa che potesse diventarlo, casa è dove ci sono il mio babbo, mia mamma e mia sorella Francesca, casa sono le mie amiche, quelle che cui parli di tutto, discuti, ti punzecchi, quelle con cui litighi e con cui poi ti chiarisci perchè sono amiche vere, quelle stesse amiche che ti scrivono giorno si e giorno no, quelle che ti chiedono se la pertosse ce l'hai ancora, quelle amiche che sono disponibili ad ascoltare i tuoi problemi anche se probabilmente il giorno dopo si piglieranno un quattro a causa tua. Casa è in Italia, anche se ammetterlo è stata dura. Mi vedo ancora all'estero nel mio futuro, probabilmente non smetterò mai di farlo, ma sono grata di essere nata in Italia e di aver vissuto la mia adolescenza lì: abbiamo tantissimi problemi, molti dei quali non proviamo neanche  risolverli, ma siamo un paese con una tale bellezza, una tale cultura e un tale livello di istruzione che ci permette di essere individui pensanti che ci rendono davvero davvero fortunati. Io in primis perchè ho avuto l'irripetibile possibilità di partire da un paese che odiavo, arrivare in paese che credevo di amare e rendermi conto che le cose funzionano al contrario. E devo ringraziare la mia famiglia per questo: perchè sono stati così poco egoisti da lasciarmi andare a 17 anni a capire chi sono e chi voglio essere.

Il problema forse è che ho lasciato troppe cose e troppe persone in sospeso quando me ne sono andata e ora mi chiedo come sarebbero potute andare le cose. Non rimpiango assolutamente di essere partita e lo rifarei altre mille volte, ma mi rendo conto che forse la mia personalità e il tipo di persona che sono (diventata) non sono esattamente l'ideale per intraprendere quest'avventura. Non sto cercando di lagnarmi di quanto non veda l'ora di tornare perchè non è così, ma pensare di tornare a Gennaio e riprendere la mia vita mi suscita emozioni contrastanti: da un lato sarei voluta rimanere fino a Giugno, uscire definitivamente dal mio guscio, combattere con il coltello tra i denti per ottenere ciò che voglio e soddisfare pienamente il mio senso di competitività con me stessa; dall'altro se penso a quando riabbraccerò la mia famiglia, tornerò alla mia cameretta con le pareti gialle (che nella Psicologia viene considerato il colore con cui gli individui etichettano l'essere grasso - Pari e Stefano docent - e sono gialle perchè da piccola ero la cicciottella di turno, questo spiega molte cose...) e i libri che arrivano fin quasi al soffitto,  ritornerò da Mutty per i nostri Ape con l'Ugo e alla mia quotidianità non posso che farmi sfuggire un sorriso.
Ci ho provato e ci sto provando a (ri)trovarmi a scuola, ma forse il problema è che questo è il posto sbagliato per me: non potete portare un lupo delle nevi al mare, così non potete portare Alessia in Florida.
In un certo senso poi mi sento come di aver sprecato un mese e mezzo della mia esperienza stando nella famiglia sbagliata, come se iniziare con il piede sbagliato mi abbia portato a una serie interminabile di errori. Solo ora sto cercando di rimediare agli sbagli commessi e riesco a fare tutto questo solo perchè alle spalle ho qualcuno che mi apprezza. Pensavo di non aver bisogno di nessuno, una volta lontana da casa, ma tutti hanno bisogno anche di un semplice incoraggiamento. E non aver ricevuto l'appoggio necessario all'inizio di quest'esperienza mi ha condizionato profondamente. A tal punto che spesso ora, quando ci penso, mi monta la rabbia perchè mi rendo conto che non me la sto vivendo al massimo o come avrei voluto, e mi da fastidio perchè questa è l'unica possibilità che ho e in un certo qual modo la sto sprecando. Purtroppo è più forte di me, non riesco a migliorare la situazione con poco: io ho bisogno di TEMPO. Ecco perchè volevo prolungare, volevo dimostrare qualcosa a me stessa e volevo anche far vedere agli altri che fantastica persona hanno (forse) davanti. Chi non è exchange student non provi a capire, perchè, credetemi quando lo dico, non sareste in grado di capirlo.
Può sembrare dai miei post che io sia triste o depressa, ma, ancora, non lo sono assolutamente. Sono felice qui, ma semplicemente ho capito che questo non è il mio posto. Per lo meno non la Florida, la Florida no di certo. Non sono una Beach Girl.
Mi sento così come all'inizio: l'Italia è lontana anni luce da qui, impalpabile, mentre l'America, anche se ci sono dentro, non è  l'American Dream che mi aspettavo.
Voglio dare un consiglio a tutti i futuri exchange: se siete in dubbio buttatevi e iscrivetevi al programma. Non vi dirò quanto figo sia partire ed essere soli per un lungo periodo, ma vi fa crescere: vi fa maturare, vi fa capire chi eravate, chi siete e chi diventerete. Forse alcune di quelle persone che, come me, erano sicurissime di voler partire non stanno vivendo la propria esperienza come avrebbero voluto: è colpa nostra; partite senza aspettative e sarà qualcosa che davvero vi capiterà una sola volta nella vita. Anche se non va come volete voi, fatene tesoro, perchè nessuno avrà passato ciò che avete passato voi. Ridete, siate felici, piangete e disperatevi: qualcuno dice che la vita è un dramma, affrontatelo con un sorriso stampato in faccia e, credetemi, non ci sarà soddisfazione più grande. Confrontatevi, chiedete aiuto, fatevi vedere rotti, apritevi e poi chiudetevi subito a riccio, non temete di diventate bipolari o paranoici. Immortalate la vostra esperienza, create ricordi. Ma soprattutto vivete questa fantastica esperienza: che la viviate a mille o a molto meno non importa, ma fate in modo di viverla.

Un besos,
Ale


"Può essere una goccia, ma è come l'oceano."
[cit. Tiziano Terzani]

martedì 4 novembre 2014

On the Road

Ebbene la nuova regina dei ritardi è tornata sul pianeta delle connessioni veloci!
Come ve la passate? Io abbastanza bene, sempre (ovviamente) tra alti e bassi...
Sto facendo una fatica bestia a continuare ad aggiornare e forse è dovuto al fatto che voglio sempre scrivere post lunghi, con del significato e e riflessivi. Sono fatta così: a differenza di molti altri non mi piace parlare di quando sono felice, ma sono un fiume in piena quando devo lagnarmi dei 120493487276476503853 problemi che ho! Abbiate pietà di me, povera ragazza bipolare all'altro capo del mondo: siate comprensivi insomma!
L'ultima volta vi avevo lasciati a DisneyWorld, giusto? Sono passate praticamente 3 settimane e mi sento un po' tanto pigra a non aver più aggiornato con notizie fresche di stampa...
Questa settimana è stata un tour de force (o come cavolo si scrive...): due domeniche fa abbiamo scoperto che Stefani era stata selezionata per fare la comparsa in un film con Halle Berry a New Orleans. Si, avete capito bene: NEW ORLEANS a 6 ore di macchina da Panama City Beach! IO odio viaggiare in macchina, motivo per cui, avendo un camper, ho sempre passato tutto il tempo a dormire nel letto in mansarda dei miei.
Così il lunedì dopo scuola Amy mi è venuta a prendere direttamente a scuola e siamo partite alla volta della Louisiana. Eravamo solo io, Stef e Amy perchè Steve era in Minnesota per lavoro come gli capita ogni 2/3 settimane circa. All'andata ci siamo fermate a fare "merenda" da Mc Donald's e ho preso un milkshake al cioccolato che non prenderò mai più: dio solo sa quanto era dolce, bleah! Nel tragitto ho dormicchiato un po', abbiamo chiacchierato molto anche perchè Amy è una molto giovane e poi dato che la musica della radio faceva letteralmente schifo abbiamo iniziato ad ascoltare la musica sul mio MacBook e a cantare a squarciagola, a un certo punto poi Stef ha cominciato a cantare una canzoncina che ci ha perseguitato per i 2/3 giorni successivi e per onorare questa canzoncina ci siamo fermate da KFC per cena. Mi ricordo quando in Inghilterra l'anno scorso alcuni miei compagni dicevano che KFC era una bomba: a me ha fatto abbastanza cagare... Dopo circa 5 ore e 1/2 siamo finalmente arrivate in vista di New Orleans e ho finalmente capito una cosa: appartengo alle città grandi, quelle smisurate, senza intermittenza, quelle in cui non distingui l'area urbana da quella suburbana; mi piace l'idea di trovare vita alle 3 del mattino e di poter trovare gente che è totalmente diversa da me eppure essere così simile a me. Mi affascina la diversità e allo stesso tempo le somiglianze che la diversità raccoglie in sè.
Arrivate a New Orleans ci siamo perse. Per me nulla di nuovo, se sei  una/un (ex) camperista come la sottoscritta non ti fai mille problemi e ci ridi anche su, ma Amy e Stefani hanno iniziato a urlare dalla paura. Cioè insomma sono io quella che viene da un paese di 20'000 anime, mica voi che abitavate ad Atlanta! Fatto sta che io me la ridevo sonoramente mentre loro stavano parecchio in para: conosco qualcuno che nella stessa situazione sarebbe stata ancora più in para, ma dettagli ahah (vero E.?) Siamo quindi uscite da Downtown Atlanta e ci siamo finalmente dirette all'albergo. Ero stanca morta, ci siamo fiondate in camera e sono letteralmente sprofondata nel letto!
La mattina ho fatto colazione con un mega waffle in albergo e poi sono tornata in camera perchè tecnicamente non sarei potuta andare sul set con Amy e Stef. Avevo programmato la mia mattinata e avevo intenzione di fare un paio di cose, ma come al solito mi si scombussolano sempre i piani e tutto perchè sto diventando pigrissima, accidenti! E puntualmente quando non combino nulla poi mi girano sempre le scatole! Comunque alla fine non è stata una giornata infruttuosa (si dice così giusto?!?) e Amy, dopo aver notato che c'erano più di un genitore per ogni bambino, mi è venuta a prendere e mi ha portato sul set. Mentre ci avvicinavamo al parco dove stavano girando mi sono detta: "ebbene sì sei proprio in America in cui ogni angolo è utile per un ciak!". È stato davvero strano e surreale allo stesso tempo! Ho avuto la possibilità di vedere Halle Berry da vicino e sì, se ve lo state chiedendo, è una gnocca pazzesca! E la cosa si fa ancora più grave perchè è una gran gnocca anche quando addenta voracemente un donut; io sembrerei l'antitesi della bellezza se stessi addentando un qualsiasi genere alimentare... Amy e Stef sono state sul set dalle 8.30 fino alle 17.30 mentre io sono arrivata verso le 13.00: volevo morire, faceva un caldo allucinante e mi sentivo sudaticcia, bleahhhh
C'è un però, però: mamma mia quanti fighi giravano per il set! E non sto parlando di attori o aspiranti tali, ma di addetti ai lavori e ragazzi della produzione, ce n'era uno che mi ricordava il pirata di "Once Upon a Time" con due occhi azzurri pazzeschi ma molto molto molto più bello! Volevo chiedergli se faceva una foto con me, ma quando ho preso coraggio è scomparso! :((((
Alle 18.00 siamo partite per tornare a PCB, ma prima ci siamo fermata a fare benzina (ho comprato il mio Arizona green tea: yeahhh!) e poi a mangiare da Taco Bell. Il viaggio di ritorno non è stato lungo, dippiù!! Alle 21 ci siamo dovute fermare da Starbuck's per una dose quasi letale di caffeina, perchè altrimenti non ce l'avremmo fatta e ovviamente mi sono presa il frappuccino più grande che avessero: io il caffè lo amo, ma se non è un espresso dopo le 12.00 non riesco più a berlo, poi qui ti scotti sempre la lingua e non mi va proprio di andare in giro con la lingua bruciata! Siamo arrivate a casa che era l'1 e mi sembrava di essere uno zombie, ma poco male perchè il giorno dopo Amy mi ha lasciato stare a casa e quindi ho dormito un po' di più, se non fosse che quello stronzo del vicino ha iniziato a fare casino alle 8.00 di mattina!
Sono tornata a scuola giovedì e un paio di ragazze di Us history, Carson e Tiffany, mi hanno chiesto dove fossi stata e mi hanno detto welcome back! Mi piacciono e sono anche molto carine, ma non so perchè non riusciamo mai a mangiare insieme a pranzo o a uscire. Devo imparare a buttarmi di più, decisamente!
Giovedì sono tornata a casa e sono andata a correre perchè dovevo dimostrare qualcosa a me stessa e, dato che non mi hanno preso nella squadra di basket perchè faccio solo i sei mesi e la stagione finisce a febbraio, devo iniziare a muovermi anche perchè non sono più nella "Nikken Wellness/Gluten free home" e grazie al cielo! Ma proprio perchè qui da Amy e Steve c'è cibo devo fare sport per non ingrassare. Dopo essere andata a correre ho fatto Skype con Michael e Elaine, i miei hostgrandparents (sono i signori che hanno ospitato i miei nel '94), e mi hanno ribadito che non posso tornare in Italia senza andarli a trovare e Michael mi ha detto che per avermi tutta per loro per qualche giorno sono disposti a pagarmi i biglietti aerei. Voglio loro davvero molto bene, perchè si sono sempre adoperati per me e mi hanno sempre ripetuto che per qualsiasi cosa sarebbero venuti qui se avessi avuto bisogno di loro. Se riesco ad andare a Phoenix sarebbe davvero il più bel regalo di Natale (stiamo pensando appunto ai primi di Gennaio).
Venerdì all'ultimo ho chiesto di fare Skype ad Arianna ed Enrica e mamma mia se mi mancano le mie amiche. Finchè non ci siete dentro non potete immaginare: non mi mancano, ma mi mancano. È più forte di me, paragono le mie amiche alle ragazze qui a scuola e c'è un abisso: dove la trovo una come Enrica?!? Con chi posso parlare delle cose di cui normalmente parlo ad Angelica?!? Chi potrebbe iniziare a chiamarmi Zoe così di punto in bianco come Marta?!? Chi si dispererebbe con me come fa sempre Alice, perchè in mate non sappiamo fare un tubo, ma intanto ridiamo come idiote?!? A chi potrei fare frecciatine acide alla mattina alle 8.00 se non ad Arianna?!? Dove la trovo una con cui fare l'idiota e la cretina come la Giuls?!?
Ho parlato con le mie ragazze e non vedo l'ora di riabbracciarmele tutte quando torno! Seriamente ragazze dovete offrirmi un mega Ape da Mutty con balla per festeggiare!
Non sono andata a fare Trick or Treat perchè inizialmente saremmo dovuti partire per andare ad Atlanta venerdì e quando mi hanno detto che saremmo partiti sabato era ormai troppo tardi e sono rimasta a casa a rilassarmi, anche perchè per essere in Florida venerdì sera faceva abbastanza freddo!
Sabato alle 8.30 eravamo in macchina alla volta di Atlanta, ma prima ci siamo fermati a St. Andrews a fare colazione alla Bagel House. È un posto fantastico: preparano loro stessi la pasta dei bagels (ed essendo in America è una cosa più unica che rara) e hanno millemila gusti diversi; inutile dire che ho preso quello ai mirtilli con formaggio fresco senza nulla dentro ed era davvero davvero yummy! Come al solito ho dormicchiato un po' e alla fine siamo arrivati a destinazione prima di quanto pensassi: ero parecchio scettica perchè Steve ha un pick up che dietro è minuscolo e per niente comodo se hai le gambe lunghe e credevo che quelle ore sarebbero state interminabili, invece sono passate abbastanza alla svelta. Siccome avevo visto su internet che ad Atlanta c'era Zara l'ho detto ad Amy e mi hanno portato a quel centro commerciale. Inutile dire che quando uno ha voglia di fare shopping puntualmente non trova mai nulla: that was me! Perdipiù la sera avevano prenotato in una steak house e di solito quelli sono i posti "chic" dove mangiare in America e dovevo avere qualcosa di pseudo-elegante da mettere e da Zara non c'era nulla che mi soddisfacesse. Alla fine sono entrata da J. Crew e ho trovato un paio di pantaloni neri che si potevano abbinare a un paio di cose che mi ero portata dietro in caso avessi dovuto attuare il piano di emergenza.
Siamo quindi andati a cena al Capital Grille all'ottavo piano di un bel palazzo in Downtown Atlanta dove si vedeva un bellissimo skyline. Per cena ho preso una Caesar salad, una Porterhouse steak con cavolini di Buxelles e bacon e Smash Potatoes (che solo smash non sono: ci mettono dentro di tutto e di più!); non ho mai visto una bistecca più grande di quella e difatti non sono neanche riuscita a finirla! Per dolce ho preso una cheesecake buonissima, fatta con la ricotta che sapeva DAVVERO di ricotta. È stata davvero una bella serata e mi ha fatto tornare in mente l'ultimo compleanno di mia mamma all'Esplanade e un po' il magone mi è venuto su, perchè anche se qui mi trovo mediamente bene l'Italia è casa, l'Italia è famiglia e certe cose mancano sempre, solo che a volte non si ha il tempo  materiale per realizzare che certe cose mancano davvero.
Dopo cena siamo tornati in albergo e siamo rimasti a guardare un po' di partite di football e poi abbiamo spento la luce per andare a "dormire": Steve soffre di apnea notturna e quindi russa peggio di una falciaerba; risultato: non ho chiuso occhio quasi tutta la notte! :((((
La domenica Stef aveva un incontro con un manager e pur potendo andare Amy mi aveva avvertito che sarebbe stata una cosa noiosa, così ho preferito rimanere in camera in albergo (questo incontro si svolgeva comunque in albergo) e ho fatto Skype con i miei genitori e la mia sis, che però ho visto solo di sfuggita perchè doveva andare a Gruppo. Ho supplicato mia mamma di prepararmi un mega pacco di cibarie da spedirmi, perchè qui tutto il cibo sa di plastica ed è 1847285877550843584350459858954 volte più calorico: voglio dei pomodori veri, cazzarola!!!
Dopo aver parlato con la mia famiglia mi sono preparata e abbiamo fatto il checkout e ci siamo incontrati con Priscilla, la loro prima exchange italiana. Hanno ospitato Priscilla quando si abitavano ancora in Georgia e lei ha trovato il ragazzo durante il suo anno lì: stanno ancora insieme. Mi ha scaldato il cuore vedere un'altra italiana e ancora di più vedere quanto un anno scolastico all'estero possa essere magico. Appena ci siamo presentate ci siamo strette la mano e siamo scoppiate a ridere! Abbiamo parlato un po' consapevoli del fatto che nessun altro potesse capirci e mi è sembrata proprio una ragazza molto alla mano e disponibile. Abbiamo mangiato da Cheesecake Factory (consigliatami da Destiny), ma ancora stra pieni dalla sera precedente, non abbiamo assaggiato le famose cheesecake (di cui avranno avuto almeno almeno 40 tipo diversi!).
Dopo un ultimo saluto a Priscilla (che ora si è quasi definitivamente trasferita in Georgia) e al suo fidanzato Nick (quello dell'high school: sono insieme da 3 anni ormai) siamo tornati a casa.
Una volta arrivata a Panama City Beach sono scesa dal pick-up e quasi non cado per terra: non ho mai avuto le gambe più anchilosate di così e pure un maldischiena così forte che neanche l'oki è riuscito ad affievolire. Fatto sta che appena entrata in casa, mi sono buttata sul letto e nel giro di 10 min ero già sprofondata nelle braccia di Morfeo.

Un besos,
Ale


"Leggi il volo della tua freccia se vuoi sapere il tuo futuro."
[cit. Alessandro Baricco]

P.S. Questa citazione la dedico a mia sorella Francesca: ti voglio bene e ti auguro che questa nuova avventura sia quello che desideravi. Mi manchi e vorrei che fossi qui con me adesso, perchè sei l'unica persona di cui, anche se litighiamo furiosamente, mi importa davvero davvero tanto.
Fagli vedere chi sei Francy! Un abbraccio grande grande grande :)))))

venerdì 24 ottobre 2014

Happiest place in the World: DisneyWorld p.II

Sat 11/10/14
Sabato era il diciottesimo compleanno di Stacy, ma sfortunatamente il buon vecchio e caro colonnello Billy Graham (ora ho capito perchè faceva parte dell'esercito...) ci ha svegliato comunque alle 5.45 per prepararci ed essere pronti per colazione alle 7.00. Io pensavo che essendo in vacanza mi sarei svegliata "tardi" e non potete immaginarvi il mio disappunto ogni santissima mattina!!!
Così dopo una colazione a base di pancakes con sciroppo d'acero, scones, e yogurt con granola e mooooolto caffè ci siamo incamminati alla fermata degli autobus. Siamo partiti con Hollywood Studios. Ora io non so ma alle 8.30 eravamo già in coda da Toy Story... Per me sono ritmi inimmaginabili ahahah.
Dopo aver fatto Toy Story, in cui praticamente devi sparare ad devi bersagli con una pistola a manovella che ti fa diventare il braccio come quello di Braccio di Ferro, e credeteci o no quando siamo usciti c'erano 80 min di attesa, ci siamo diretti verso Rock 'n Roll Roller Coaster che sono le montagne russe sponsorizzate dagli Aerosmith. Raggiungono una velocità di 100 km/h in 2 secondi e sono la cosa più figa che abbia mai fatto dopo le montagne russe di Topolino a DisneyLand a Los Angeles. Per di più mentre vieni sbalzato in aria alla velocità della luce senti le canzoni degli Aerosmith che vengono sparate dagli autoparlanti vicino ai sedili. Dopo il Rock 'n Roll Roller Coaster abbiamo fatto la Tower of Terror. La prima volta che ho fatto quest'attrazione avevo 7 anni e avevo appena mangiato del melone: sono stata male durante tutta l'attrazione e l'ho vissuta come la cosa più orrenda che avessi mai fatto. La mia faccia immortalata nella foto, mentre ti sparano in aria e poi ti fanno cadere come se fossi uno yoyo, valeva tutti i 5$ dollari del prezzo. I miei cari genitori e mia sorella Francesca (soprattutto mia sorella Francesca!) mi hanno preso in giro per questo fino a poco tempo fa! Ovviamente l'ho raccontato a Billy per farci quattro risate insieme e lui ha colto ogni occasione per farmela fare addosso, ma tutto sommato sono stata egregiamente brava e non mi sono spaventata più di quanto pensassi. L'unica cosa, la prima volta che ci siamo messi in coda, avevo una strizza pazzesca e mi tremavano le mani!

Dopo essermela fatta parecchio sotto ed essere stata presa in giro da Billy sufficientemente da essere quasi disperata, ci siamo riposati andando a vedere lo Spettacolo di  The Beauty and The Beast. Per la cronaca me lo sono vista ben 2 volte perchè avevamo 4 fast pass ma siccome Tami non aveva voluto rifare Rock 'n Roll Roller Coaster Billy ha usato il suo Fast Pass ed è andato da solo mentre noi dopo aver girovagato un po' per i negozi ci siamo sedute a riguardarci tutto il musical. Io la seconda volta mi sono rifiutata di stare attenta e ho messaggiato con le mie amiche in Italia... ;)
A pranzo avevamo una prenotazione a Magic Kingdom in un ristorante anni '50 sul tema di Cenerentola. Ho mangiato un panino vegetariano con mozzarella e pesto e mi è sembrato per un momento di essere ritornata ai panini con la mozzarella che mangiavo al Passo del Tonale quando andavo in settimana bianca col gruppo della mia parrocchia. Ah già Billy è proprio il tipico uomo del Sud: tutto scandalizzato mi ha chiesto perchè non mangiassi, perchè per lui vegetariano = non mangiare. Nel pomeriggio siamo rimasti a Magic Kingdom e abbiamo fatto Space Mountain e abbiamo un po' gironzolato per negozi. Siamo tornati in albergo verso le 18 e ci siamo preparati per uscire a cena per il compleanno di Stacy.
Avevamo una prenotazione alle 21.00 al California Grill al Hotel Contemporary e per raggiungerlo abbiamo preso la monorail (caspita, non potete neanche immaginare come ora non mi ricordi mai le parole in italiano!!) e abbiamo raggiunto il Contemporary (per la cronaca la monorail ATTRAVERSA dall'interno l'albergo!). Così, dopo aver raggiunto l'attico dell'albergo, siamo entrati nel ristorante: mi ha ricordato l'atmosfera tipicamente americana dei ristoranti medio chic di qui e per la prima volta mi è sembrato di essere in un  film. Ci siamo accomodati al nostro tavolo, abbiamo ordinato da mangiare e poi siamo usciti in terrazza per vedere i fuochi d'artificio.


La cena era davvero deliziosa o, come direbbe Stacy, really yummy. Abbiamo condiviso un antipasto in quattro e a detta di Billy sarebbe dovuto essere molto "europeo": patè, prosciutto casereccio, salsicette all'aneto e qualcos'altro. Davvero bleah, almeno per me; loro lo hanno amato...
Stacy e Billy (da carnivoro quale è) hanno preso il filetto di manzo, mentre Tami ha ordinato del petto di pollo con sautè e contorno di funghi chiodini. Io ho preso tonno scottato alla piastra in un letto di noodles in salsa di soia e broccoli novelli: davvero davvero buono! Tami ha voluto a tutti i costi che provassi anche il suo pollo e anche quello era davvero delizioso. 
Non abbiamo preso il dolce ma siccome il cameriere ha scoperto che era il compleanno di Stacy ci ha portato da dividere due creme bruleè. Anche quelle erano buonissime, amo lo zucchero caramellato e ancora croccante! L'unica cosa che non mi ha fatto fare i salti di gioia è stata la "grassezza" della creme brulee di per sè. Ma insomma era una goccia nell'oceano!
Dopo cena abbiamo ripreso la monorail e siamo tornati a Magic Kingdom perchè era aperto fino alle 3.00 am per gli ospiti dei resort DisneyWorld. Abbiamo fatto anche un po' di montagne russe come Space Moutain, Big Thunder Mountain Railroad e poi abbiamo fatto Pirati dei Caraibi dove, essendo capitati in prima fila, ci siamo bagnati del tutto. Abbiamo fatto una bella sosta da Starbuck's per del caffè ristoratore e poi abbiamo continuato con le attrazioni. Ci siamo incamminati alla stazione degli autobus, dopo aver preso il ferry boat, e alle 4.00 (finalmente!) eravamo in albergo. Posso dire di aver (quasi) fatto il dritto, altro che Castello Tesino.

Sun 12/10/14
La domenica, pur essendo andati a letto davvero davvero tardi, abbiamo avuto un "late wake up" alle 7.30, dopo 3 ore di sonno. Ah per la cronaca, Billy si è alzato lo stesso alle 6.00 perchè doveva incontrare dei suoi amici di Orlando e OVVIAMENTE la sua sveglia mi ha svegliato completamente... :((( Così dopo una secchiata di acqua fredda in faccia alle 8.00 io e Stacy, ancora rinco dalla notte praticamente insonne, abbiamo preso un Frappucino da Starbuck's e una banana e abbiamo fatto colazione aspettato il bus delle 8.30 (notare che era solo il secondo della giornata e di solito gli altri giorni prendevamo il primo che passava alle 7.30)... Quindi dopo essere arrivati alla stazione dei mezzi pubblici (?!?) di DisneyWorld abbiamo nuovamente preso la monorail e ci siamo dirette verso Epcot. Lì ci siamo ricongiunti con Billy e i suoi amici di Orlando. Dopo una veloce chiacchierata e uno scambio di regali per il compleanno di Stacy, abbiamo abbandonato gli adulti e io e Stacy ci siamo addentrate in Epcot. La prima attrazione che abbiamo fatto è stata il Test Drive sponsorizzato dalla Chevrolet: in pratica crei la tua macchina da corsa dei sogni e poi te la fanno "virtualmente" provare; la prima parte dell'attrazione non è molto divertente, ma nell'ultima parte viene testata la velocità e vieni sparato a quasi 250 km/h! Decisamente divertente, ma la prossima volta mi legherò i capelli ahaha!
Dopo il test drive Stacy ha voluto andare all'acquario dove abbiamo fatto un'attrazione a tema Nemo. Abbiamo gironzolato un po' per l'acquario e poi ci siamo addentrate dentro la parte "Countries from all over the World". Mi è piaciuto moltissimo! È stato come tornare in Europa per qualche ora e un sorriso a 32 denti mi è spuntato sulla bocca. Abbiamo visitato tutti i negozi di tutte le nazioni e abbiamo addirittura visto un matrimonio in corso in "Francia". Arrivate in "Italia" Stacy ha insistito perchè le dicessi se il cibo che servivano fosse davvero italiano. Quando ho visto i menù ho avuto una strizza di malinconia: quanto mi manca il sapore di vero cibo italiano, qui sa tutto di plastica... Ho anche parlato con un ragazzo di Catania e mi ha spiegato un po' come funziona; probabilmente potrei anche prova ad entrare nel programma, sarebbe una gran figata. Mentre parlavamo Stacy ci ha filmato e era tutta stupita per la velocità della nostra parlata, ma quando il ragazzo ha scoperto che Stacy stava filmando è andato in parissima e le ha chiesto di cancellarlo perchè stavamo parlando di stipendi... Mentre parlavo in Italiano (finalmente dopo tanto!) mi sembrava di essere io, non riconoscevo la mia voce e mi sembrava fosse come una voce fuori campo, strano non è neanche minimamente calzante. In "Germania" ho visto dei Kinder Cereali e così ne ho afferrati due e ne ho fatto assaggiare uno a Stacy: mi è subito venuto in mente il periodo delle elementari quando, dopo aver aiutato suor Teresa a sparecchiare dopo pranzo, mi regalavano un Kinder Cereali come ricompensa. La ragazza ha apprezzato ahaha!
Abbiamo gironzolato ancora un po' nella zona asiatica (dove credo ci siano i negozi più belli di Epcot) e poi ci siamo decise a mangiare cinese nel ristorante "fancy" come lo ha definito Stacy.
Ho dovuto immortalare il mio pranzo come prova da mostrare a Billy e fargli vedere che ho effettivamente mangiato carne (pppork) per pranzo!


Mentre pranzavamo le ho raccontato del cambio famiglia. È rimasta parecchio sorpresa, davvero. Però è stata molto comprensiva e ci ha anche scherzato su senza farsi influenzare troppo, quindi sono tranquilla, anche se in quel momento mi tremava la voce...
Nel pomeriggio siamo tornati in albergo e abbiamo dormicchiato un pochino per riprenderci dalla nottata del giorno prima. 
La sera siamo tornati a Magic Kingdom e abbiamo cenato nel castello di Belle da "The Beauty and the Beast". La mia cena è stata a base di zuppa di cipolle e gruviera, pollo (che evidentemente non è considerata carne) alla mediterranea e un cupcake triplo cioccolato che era la fine del mondo...Mmmm
Dopo cena abbiamo fatto ancora qualche attrazione e poi ci siamo separati. Le giovani sono rimaste a divertirsi mentre i genitori di Stacy sono tornati in albergo a riposare. Abbiamo fatto le montagne russe dei sette nani di Biancaneve, Splash mountain e le montagne russe preferite di Stacy. Verso mezzanotte ci siamo incamminate verso la via principale sui cui si affacciano i negozi e abbiamo comprato qualche souvenirs: mi sono comprata come ricordo il pupazzo di Mickey Mouse e ho preso un Pillow Pet di Minnie per mia cugina Giorgia. Finalmente esauste siamo tornate in albergo e siamo crollate a dormire!

Un besos,
Ale

"In questo mondo ci sono posti diversi da tutti gli altri. Quasi dei paesi a sé. "
[cit. John Stephens]

venerdì 17 ottobre 2014

Happiest place in the World: DisneyWorld p.I

Chi non muore si rivede giusto? Aahaha è passato poco tempo (in realtà la data effettiva di stesura dell'ultimo post è piuttosto vecchia) dall'ultimo post, ma siccome oggi sono a casa con nulla da fare ho deciso di aggiornare il blog parlando di DisneyWorld. Premetto che sarà un (forse due) post davvero luuuungo e io stessa sto male a pensare allo sforzo immane che devo fare per scrivere tutto e soprattutto per ricordarmi cosa abbiamo fatto.

 Thu 09/10/14
Giovedì è stato il mio "The Day After Tomorrow". Il giorno prima avevamo avuto la discussione con Tom e Melissa e pensavo che quel giorno sarei potuta morire con solo Melissa intorno (inutile dire che sto scrivendo e dunque per deduzione logica sono ancora viva e vegeta). La mattina non ho fatto granchè. Dopo essermi premurata che Melissa fosse sotto la doccia sono sgattaiolata fuori dalla mia camera e sono andata a fare colazione alla velocità della luce, perchè non volevo vedere Miss Risolvi-i-tuoi-problemi-con-Nikken, data la simpatia che mi aveva riservato la sera precedente; sì: me la sono legata al dito quella del "non ti sai relazionare con la gente" e che cavolo!!! Comunque dopo colazione sono tornata in camera mia e dopo essermi preparata ho iniziato a fare la valigia per andare a DisneyWorld. Poi, siccome avevo ancora un sacco di tempo, mi sono messa a fare le valigie per scappare finalmente dalla quella casa maledetta. Mentre facevo le valigie Melissa (notare che era in casa) mi manda un messaggio e mi chiede se voglio mangiare qualcosa prima di andare a casa di Stacy: non le ho risposto e ho aspettato che venisse a bussare alla mia porta. Ma ti pare che mi debba mandare un messaggio?!? E poi mi stupisco che le cose non abbiano funzionato... Dopo aver mangiato ho finito di fare le valigie e Melissa poi mi ha accompagnato da Stacy. Durante il tragitto mi ha fatto delle domande sulla mia Fede... Avrei potuto linciarla solo con lo sguardo; cosa sono io sono affari miei, sicuramente non vengo a dirti che essere metodista per te è assolutamente sbagliato e che il Cattolicesimo è la confessione giusta da seguire, come invece ha praticamente fatto lei: la gente che si cala dall'alto non ho mia potuto sopportarla... Dopo l'abbraccio più falso che abbia mai ricevuto se n'è andata e sono rimasta in compagnia di Tami e Billy, i genitori di Stacy. I genitori di Stacy sono carinissimi e fanno di tutto per farti sentire a tuo agio e così, mentre Stacy tornava dalla sua lezione di piano, io e Tami abbiamo impacchettato i suoi regali di compleanno, una volta arrivata Stacy abbiamo nascosto tutto e siamo finalmente partiti, destinazione: DisneyWorld! Verso 19.30 ci siamo fermati da Steak 'n Shake, dove ci siamo presi un hamburger e ovviamente uno shake e guess what? Mi sono lasciata sedurre ancora dal potere degli Oreo!
Durante il tragitto ci siamo guardate Frozen e finalmente dopo quasi 7 ore di macchina abbiamo raggiunto il nostro albergo, completamente riservato a militari e militari in pensione e alle loro famiglie. Ero distrutta.

Fri 10/10/14
Venerdì è stato il nostro primo giorno effettivo nel parco. La giornata è iniziata più presto di quanto mi sarei mai aspettata: alle 5.45 è suonata la sveglia, che doccia fredda! Dopo essermi preparata alla bel e meglio, perchè, diciamocelo, alle 5.45 non connette nessuno, siamo scesi a fare colazione ed eravamo in anticipo di 15 min: avrei potuto mangiare vivo qualcuno, significava 15 min in più a dormire caspita! La colazione è forse la cosa che amo di più quando vado in vacanza in albergo: i buffet, quelli giusti, sono sempre la mia fissa, potrei abbuffarmi così tanto a colazione da non mangiare più fino al giorno dopo! Abbiamo iniziato la giornata con Animal Kingdom e per prima cosa abbiamo fatto il Safari per cui avevamo i Fast Pass nella zona africana di Animal Kingdom.


Dopo il Safari siamo entrati nella zona asiatica di Animal Kingdom e c'era una specie di laghetto artificiale al cui centro c'era una voliera con alcune scimmiette che erano un amore, erano velocissime.  Dopodichè siamo andati a vedere uno spettacolo di Nemo, in cui mi sono praticamente addormentata, ma almeno c'era l'aria condizionata!

video

Verso ora di pranzo Billy, esausto dalle 7 ore alla guida del giorno prima, è tornato in albergo a riposare, mentre io, Stacy e sua mamma Tami ci siamo dirette verso Magic Kingdom. Magic Kingdom è la parte più vecchia di DisneyWorld ed è quella che uno si immagina con tutti gli edifici retrò e i negozi di souvenir etc. Li dopo aver acchiappato al volo delle french fries con ketchup e formaggio (ma che schifo!) ci siamo sedute sul marciapiede a vedere la parata con tutti i vari personaggi Disney. Il caldo che faceva non è neanche immaginabile, mi sembrava quasi di sentire la mia faccia sciogliersi!
La sera siamo tornati in albergo verso le 17.30 e dopo una doccia veloce siamo andati a mangiare. Abbiamo cenato da Mangino's, ovviamente il tipico ristorante italiano, giusto?!? Ho mangiato una pizza "margherita" che di margherita aveva davvero poco: nessuna traccia di passata di pomodoro, mozzarella poco definita e credo che si trattasse di un altro formaggio filante, aglio e quello che credo fosse salvia essiccata... Ah quasi dimenticavo: la pasta della pizza era praticamente quella delle schiacciatine, solo un po' gommosa! Appena ho aperto il menù mi sono messa a ridere e Billy ha fatto finta di essere offeso e mi ha preso in giro parecchio, dicendo che si sentiva in imbarazzo per avermi portato in un posto del genere e che non avrei dovuto metterlo in imbarazzo ridendo e avrei dovuto parlare con i camerieri e lamentarmi di tutte le incongruenza dei piatti "italiani" presenti sul loro menù.
 



Un besos,

Ale

"La realtà è un sogno più o meno incoerente."
[cit. Charles Dickens]



martedì 14 ottobre 2014

Perceptions? I do not think so!

Non so perchè ma io e l'aggiornamento frequente non andiamo per niente d'accordo. Mi dico sempre oggi quando torno aggiorno il blog, oggi quando torno, oggi, oggi e oggi poi diventa una settimana dopo quando mi OBBLIGO ad aggiornarlo sul serio.
Le cose non vanno esattamente come avrei voluto che andassero. Non mi lamento per carità, ho avuto la possibilità di cogliere una bellissima esperienza e lo sto facendo, ma spesso vorrei che le cose potessero essere più semplici. Probabilmente non leggerete questo post subito, non voglio pubblicarlo prima del dovuto o forse, semplicemente, deciderò che non s'ha da pubblicare.
Come ho detto, da circa 3/4 settimane a questa parte, questa non è la situazione che mi sarei immaginata. Ho molti problemi con la mia Host Family e loro essenzialmente fanno finta che non esistano quando sono perfettamente consci del fatto che ci sia qualcosa che non va.
Non siamo una famiglia. Io mi sento in albergo o meglio, sapete quando qualcuno mette fuori un annuncio per affittare una camera in casa propria? A me sembra, mio malgrado, di essere quella che ha risposto all'annuncio. Non mi sento per niente a casa e nessuno cerca di migliorare la situazione. Qualche settimana fa è stato detto ad Amy, la mia local coordinator, che sono disrespectful e poco appreciative e a me sono cadute le braccia. Innanzitutto perchè, dall'alto della mia superbia, mi ritengo una persona educata e che è abituata a dire grazie. Non mi ha urtata tanto il fatto che mi abbiano detto che sono irrispettosa, quanto il fatto che in questo modo hanno mancato di rispetto all'educazione che mi hanno impartito che, ancora dall'alto della mia superbia, è forse una delle cose di cui vado più fiera. Hanno fatto presente ad Amy anche il fatto che non ho mai offerto loro un pranzo o una cena. Sono rimasta shockata: alle varie orientations ti dicono che tu devi pagare la tua parte, non che devi pagare anche per gli altri. E soprattutto, gli altri exchange students lo possono confermare, i soldi che ci danno i nostri genitori finiscono alla svelta, figurati se io ho pure soldi da spendere per altra gente. Il mio babbo mi mangia viva se non rientro nel mio budget mensile! Oltre a questo la mia host mum ha chiesto ad Amy consiglio perchè non diceva di non sapere cosa piace ai teenagers e che non sapeva cosa poter fare con me. Non abbiamo mia fatto nulla insieme o comunque non mi ha mia proposto nulla che mi potesse interessare, solo cose relative al suo lavoro. L'unica cosa di cui parla; le uniche cose permesse in casa sono prodotti venduti dalla sua azienda.
Sembra che ogni cosa che chiedo sia vissuta con grande disappunto. Non chiedo neanche più di andare al supermercato perchè so che non mi ci portano volentieri e così mi organizzo da sola quando vado a Pier Park e faccio in modo di fare un salto da Target se ho bisogno.
All'inizio mi sono arrabbiata e mi sono detta "Al diavolo, io so le cose come stanno!". Però ho deciso lo stesso di fare un tentativo e vedere cosa succedeva ad essere ancora più rispettosa e gentile del normale. Ho iniziato a leggere e rileggere i messaggi più volte solo per assicurarmi di aver scritto grazie e per favore. Ho iniziato a fare tutto quello che mi veniva in mente per compiacere la famiglia e specialmente l'hostmum. Ho cercato di essere il più disponibile possibile, ma le cose peggioravano e basta. Un giorno ho passato l'aspirapolvere dappertutto e nessuno, dico nessuno mi ha detto neanche crepa. Mai e poi mai mi è successa una cosa del genere: mia mamma quando le passo anche solo il mestolo, e magari è pure incazzata nera con me, mi dice grazie amore/tesoro. Non se ne va dalla stanza arrabbiata perchè sto passando l'aspirapolvere e non riesce a parlare al telefono con la sua amica Rossella/Anna/Linda. Non credo che lo faccia solo perchè è mia madre; credo che sia più un fattore di educazione. Inutile dire che puntualmente prima di una grossa verifica di mate io e mia sorella Francesca litighiamo, lei mi dice che non mi aiuterà mai più con mate, e puntualmente un'ora dopo mi sta spiegando una qualche dimostrazione.
 Questo significa essere gentili, non sbuffare quando qualcuno ti aiuta a fare qualcosa!
La situazione purtroppo non ha fatto altro che peggiorare. La punta dell'iceberg l'abbiamo raggiunta settimana scorsa. Quel giorno dopo scuola sono andata direttamente a casa di Amy e abbiamo accompagnato Stephanie a danza. Dopodichè siamo andate da Dairy Queen li vicino e ho assaggiato il mio primo Cookie Dough Blizzard con aggiunta di Oreo Cheesecake; da quando sono qui amo alla follia gli Oreo! Così mangiando un gelato (che del gelato non ha nulla, diffidate delle imitazioni, ma se ha dentro gli Oreo significa che è eatable, come direbbe la mia matriarca) ho parlato di tutti i problemi che avevo avuto dall'inizio: mi ero addirittura fatta una lista. Non voglio dire quali siano questi punti, non sarebbe corretto, ma sicuramente non erano note di felicità. L'espressione di Amy era tra lo sbalordito e il poco stupito. Sapeva che qualcosa non andava. Le ho detto che avrei voluto aspettare un'altra settimana e poi vedere se decidere di cambiare o meno famiglia. In questo caso fare la "cunctator", cioè "temporeggiatrice", non ha funzionato e ora vi spiego il perchè.
La sera, dopo aver raccolto Steffy, siamo andati a mangiare da Olive Garden tutti e quattro: io, Amy, Stef e Steve, il marito di Amy. La serata procede tranquilla e divertente, a parte un piatto di parmigiana che più che parmigiana era solo melanzana fritta. Quando salgo in macchina (ore 20.23, me lo ricordo ancora mannaggia a me) mando un messaggio a Melissa dicendole che in 7/10 min saremmo stati di ritorno. Amy mi lascia davanti alla porta di casa e io entro. Urlo un "ciao, sono a casa", ma nessuno mi risponde e così me ne vado in camera mia. Alle 10, stanca morta spengo le luci e mi metto a dormire. La mattina mi sveglio inconscia del casino che è successo la notte precedente: quando accendo il cellulare vedo un messaggio di Mel alle 22.04 che mi chiede se fosse tutto okay e dopo una mezz'ora un messaggio di Amy che mi chiede se sono ancora sveglia. Melissa la sera prima, dopo non avermi sentita entrare (notare ho urlato quasi a squarciagola) e non aver visto che fino alle 21.45 avevo la luce accesa, alle 22.30 manda un messaggio ad Amy arrabbiata perchè dice che stavamo facendo tardi essendoci scuola il giorno dopo. Amy le ha risposto che mi aveva lasciato davanti a casa alle 20.30. Melissa la mattina dopo le ha risposto con un messaggio inadeguato quanto falso.
É stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: come puoi pretendere di essere un genitore se non  comunichi con me? Come ha fatto a non pensare che se il messaggio te lo mando alle 20.20 significa che nell'arco di mezz'ora sono a casa? Com'è possibile che ha iniziato a "preoccuparsi" solo dopo due ore e, non avendo neanche pensato di bussare alla porta di camera mia o entrare a vedere se fossi li, mandare un misero messaggio? Mi sono sentita delusa. Ho cercato con tutte le mie forze di far funzionare le cose, di essere una famiglia, di insegnar loro cosa significa aver figli, ma ogni tanto si vorrebbe vedere anche un passo avanti. Così ho mollato, ho scritto Amy (già furente di suo) e ha mandato un'email a World Heritage, risposta: bisogna farle cambiare famiglia.
Siccome avevo detto ad Amy che avrei voluto aspettare un po' non mi hanno spostato subito. Poi però sono successe un po' di cose e abbiamo deciso di affrontare una discussione noi quattro mercoledì, il giorno prima che partissi per DisneyWorld (dove sono ora). Sono stata così in ansia per tutto il giorno che non mi capacito come abbia fatto ad essere così calma quando abbiamo parlato. Mi sono piaciuta: 3 mesi fa non sarei stata in grado di fare una cosa del genere, senza aver un crollo emotivo causa tensione dopo. Ma quello che ho sentito non mi è piaciuto affatto: mi riecheggia ancora nella mente "perceptions, perceptions... Again perceptions", ma perceptions 'de che? Dopo 3/4 settimane credo che le prime eventuali perceptions non siano più perceptions. Mi sono sentita dire che devo imparare a relazionarmi con le persone, perchè non sono in grado di far capire alla gente come mi sento. Ti pare che abbia bisogno di un cartellone che dice "forte shock culturale in corso" se ho degli occhi rossi e lucidi che farebbero invidia a qualsiasi drogato? Ti pare che il problema che gli interessa di più debba essere il fatto che da quando sono qui non riesco a dormire? Sono per caso diventata una bambina di 5 anni di nuovo?
Non lo so, semplicemente sono rimasta shockata. Cosa non fa la gente per tirarsene fuori con un'immagine pulita; non li biasimo, ma certo alcune cose che mi hanno detto mi hanno fatto pensare che io proprio non li ho mai conosciuti davvero. Questa è una cosa che mi rattrista abbastanza perchè (non chiedetemi come mai mi succeda) ultimamente sono ossessionata dall'idea di una conoscenza molto molto superficiale delle persone: della serie incontrarle una volta o due, parlarci e poi non rivederli mai più. Sento che sia quello che è successo con loro.
Ora sono pronta ad iniziare un nuovo capitolo: si mi trasferisco da quelle persone che qui ho sempre considerato come la cosa più vicina a casa qui. Vado a stare a casa di Amy e non potrei esserne più felice!

Un besos,
Ale


"Noi siamo indistruttibili nella misura in cui crediamo di esserlo."
[cit. John Green]